SENTENZE DIRITTO CIVILE
Avv. Giuseppe Maniglia

Rilevante decisione del Consiglio di Stato sulla contemporaneità dell’inizio delle prove in un concorso pubblico. In merito il Collegio, riformando la decisione del TAR, ha stabilito che l’orario dell’inizio delle prove in tutta Italia non ha carattere perentorio, a differenza della data di inizio che deve essere univoca. Ciò sia perché nessuna previsione in tal senso è prevista nel D.M. 17 aprile 2003, sia perché deve sussistere un margine di ragionevole elasticità per eventuali ritardi.

 

Inoltre, l’utilizzo da parte di alcuni candidati di strumenti non consentiti giustifica l'esclusione dei soli autori della violazione, ma non determina anche l'annullamento dell'intera procedura concorsuale.

   Interessante pronuncia sulla validità delle clausole vessatorie contenute nei contratti per adesione stipulati on line (commercio elettronico). In merito, il Tribunale, ha avuto modo di sottolineare che nei contratti stipulati on line, affinché le clausole vessatorie possano avere efficacia, è necessario la specifica sottoscrizione attraverso la firma digitale, non essendo sufficiente la tecnica del “tasto virtuale” o “point and click”, utilizzata normalmente nella contrattazione telematica.

Pur essendo quest’ultima tecnica sufficiente a concludere un contratto, ovvero a manifestare la volontà delle parti, essendo il nostro sistema giuridico fondato sulla libertà della forma.

 

  Con la sentenza n. 20922 del 2012 la Corte di Cassazione ha ribadito che l’utilizzo dell’autovettura per fini personali e comunque estranei all’attività di servizio, integra il reato di peculato di cui all’art. 314 c.p.

Tuttavia, tale disposizione, prevede due gradi  di pena.

Il primo comma sanziona con la reclusione da tre a dieci anni il pubblico ufficiale  o l'incaricato di un pubblico servizio che - avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui - se ne appropria (c.d. peculato per appropriazione).

Il secondo comma disciplina, invece, il c.d. peculato d’uso, e sanziona con la meno grave pena della reclusione da sei mesi a tre anni, il pubblico ufficiale  o l'incaricato di un pubblico servizio che ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa.

Ebbene, nel caso di specie, il Tribunale ha qualificato la condotta nel reato peculato per appropriazione di cui all'art. 314 comma 1 c.p., in quanto non si è trattato di un uso momentaneo dell'autovettura di ufficio, ma di un utilizzo costante e reiterato nel tempo, idoneo ad arrecare un danno patrimoniale  apprezzabile all'amministrazione, come dimostrato dai chilometri effettuati.

Giuseppe Maniglia - Avvocato

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  Reato di guida in stato di ebbrezza (penale)– Confisca veicolo

Esclusione del sequestro preventivo e della confisca del veicolo utilizzato con contratto di leasing traslativo, qualora il concedente del contratto di leasing sia estraneo al reato.

 

Con la sentenza in commento, le Sezioni Unite hanno stabilito che non è sequestrabile, né confiscabile, la vettura condotta in stato di ebbrezza dall’autore del reato, utilizzatore del veicolo in relazione a contratto di leasing, se il concedente, proprietario del mezzo, sia estraneo al reato.

All’utilizzatore della vettura andrà, tuttavia, applicata anche la sanzione accessoria del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, ex art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, come modificato dall’art. 3, comma 45, legge 15 luglio 2009, n. 94.  

 

Avv. Giuseppe Maniglia - Guida in stato di ebbrezza– Confisca veicolo.

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